Baye Dame espulso dal GF15 atti di bullismo nei confronti di Aida

Dopo il comunicato di Barbara D’urso Baye ha solo il tempo di salutare i suoi compagni di avventura: deve immediatamente abbandonare la casa. #GF15

Testate online, blog e social di tutta Italia hanno parlato dei gravissimi fatti avvenuti all’interno della casa nei giorni scorsi.

Discordanti i messaggi sulle pagine social del programma:

Mia scrive:Le giustificazioni di Baye, Veronica e Favoloso evidenziano quanto non queste persone non siano capaci di autocritica, di ammettere i propri errori, di pentirsi delle proprie azioni (se non con sotto la minaccia di punizioni). Ragazzi in preda a un delirio di egocentrismo e prepotenza… solo tanta pena, per loro, ma soprattutto per tutti coloro che avranno a che fare con loro in futuro…

Pietro scrive:Se i concorrenti avessero veramente le PALLE dovrebbero uscire tutti, così il GF2018 se lo fanno in studio la D‘Urso, la Izzo e Malgioglio!!!!

Michele: È stato davvero vergognoso vedere sta persona oscena fare una cosa di queste io non lo manderei nemmeno in studio bay bay bella figura di merda che hai fatto.

Melissa: Sicuramente brutta reazione ma se esce lui deve uscire anche Aida! Provoca ed ha usato termini terribili! Non è meglio di lui…indignata da entrambi!

Antonella: La colpa non è dei ragazzi dentro ma di te Barbara e degli autori che avete messo dentro una provocatrice …..voi lo sapevate

 

E voi cosa ne pensate?

 

 

Tentata violenza sessuale a 16enne: arrestato marocchino

Nella notte fra martedì 22 e mercoledì 23 marzo, i Carabinieri del Nucleo radiomobile di Tortona hanno arrestato con le pesanti accuse di violenza sessuale aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, Soufyane Mahsoun, 28 anni, marocchino, pluripregiudicato, da qualche tempo abitante a Tortona e clandestino sul territorio nazionale. Il fatto è avvenuto all’interno di palazzo Busseti, nella centralissima via Giulia, per anni sede dell’istituto superiore “Dante Alighieri”, da tempo in ristrutturazione ma ancora del tutto disabitato; la vittima è una ragazza di 16 anni, di origine sudamericana, giunta in tarda sera da Milano, dove vive, per incontrare il fidanzato 22enne, romeno, residente in città.

 

I due, per trascorrere qualche ora in intimità, decidono di recarsi all’interno dell’ex “Dante”; si addormentano e verso le ore 3,30 vengono svegliati da un “vicino” di stanza, Soufyane Mahsoun appunto. Lui e l’altro ragazzo si conoscono a malapena e subito arrivano a litigare: l’aggressore ha assunto cocaina ed è intenzionato ad avere un rapporto sessuale con la 16enne. Arrivano alle mani, ma il Mahsoun estrae un coltello e il più giovane deve scappare per cercare aiuto. Intanto, il marocchino si avvicina alla ragazza che cerca in tutti i modi di difendersi. Il 22enne corre in strada e suona il campanello di un Carabiniere che conosce bene ed abita a qualche decina di metri. Ha fortuna, il militare è in casa e gli risponde: subito arriva sul posto una pattuglia e di corsa, tutti, entrano nel palazzo Busseti.  I militari trovano il marocchino con il coltello in mano, nudo, che cerca di possedere la giovane: lei si difende con tutte le sue forze, ha i vestiti strappati ed è terrorizzata. Un militare si avvicina per bloccarlo e rischia una coltellata all’addome che riesce a schivare per un soffio. L’uomo viene bloccato e disarmato, tratto in arresto e portato in caserma; nella mattina di mercoledì è stato trasferito nel carcere di Alessandria, dove rimarrà in attesa della decisione del Giudice. La ragazza è stata invece affidata alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Tortona, dove veniva avviato il protocollo previsto per le violenze, interessando anche i servizi sociali comunali. Fortunatamente la giovane non è in pericolo di vita, ma ha avuto diagnosticate ferite da taglio alle mani  e avrà bisogno di almeno venti giorni per guarire. Il suo stato psicofisico sarà valutato dagli assistenti sociali e da professionisti.

 

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Milano, notte di violenza: omicidi, accoltellamenti e rapine. Arrestati due Marocchini

Quattro gli episodi per i quali i due marocchini di 28 e 30 anni sono ritenuti responsabili: la morte di un 22enne bengalese, il ferimento di una 21enne inglese e di un 36enne peruviano e l’aggressione di un 31enne italiano che è in pericolo di vita.

Due morti e tre feriti: è il drammatico bilancio di cinque rapine avvenute nella  stessa notte nell’hinterland Notte violenta a Milano al termine della quale sono stati arrestati due  marocchini, clandestini, armati di coltelli che puntavano ai cellulari e ai portafogli dei malcapitati che si trovavano sulla loro strada. Le vittime sono un 22 enne del Bangladesh, colpito con una coltellata all’addome in via Settembrini e un romeno di 43 anni, colpito con calci e pugni: l’uomo sarebbe caduto battendo la testa a terra.

I feriti sono una studentessa britannica di 21 anni, ferita all’addome durante una rapina nella zona della Stazione Centrale,  un peruviano di 36 anni anni ferito al volto e un italiano di 31 anni ugualmente ferito all’addome a coltellate a Cinisello Balsamo: è in pericolo di vita all’ospedale Niguarda.

L’inglese accoltellata.  Ai carabinieri la giovane ha riferito di essere stata aggredita da due uomini mentre rientrava a casa insieme a una amica. Sul posto è intervenuto il personale del 118 che l’ha soccorsa e trasportata in codice rosso all’ospedale Città Studi. Le sue condizioni non sarebbero gravi e la giovane non è in pericolo di vita.

La giovane è una studentessa dell’università Cattolica. Inglese anche l’amica con la quale si trovava al momento dell’aggressione, e che ha chiamato i soccorsi.

Orrore a Reggio Calabria, tre africani sequestrano cittadina inglese e la violentano ripetutamente

Orrore a Reggio Calabria, tre extracomunitari sequestrano cittadina inglese e la violentano ripetutamente: la vittima riesce a fuggire e avvisa l’Interpol. Lo racconta StrettoWeb

Orrore a Rosarno (Reggio Calabria), dove personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato della Polizia di Stato di Gioia Tauro ha tratto in arresto Momodou Jallow, 37 anni immigrato dal Burkina Faso,

ritenuto responsabile dei reati di sequestro di persona e violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una cittadina inglese che è stata anche violentata in concorso con altri due extracomunitari, deferiti in stato di libertà alla competente A.G.

Il personale del Commissariato di P.S., allertato da una segnalazione dell’Interpol, ha prontamente rintracciato nei pressi della stazione ferroviaria di Rosarno la donna che è riuscita a scappare dal luogo di segregazione, fornendo utili elementi agli investigatori per giungere all’individuazione degli autori dei citati reati.

Gli agenti, dopo aver arrestato il responsabile del sequestro, hanno effettuato una perquisizione presso l’appartamento indicato dalla vittima quale luogo di prigionia, accertando la presenza di altri due cittadini extracomunitari della Repubblica del Mali ritenuti responsabili dei reati sopracitati in concorso con il cittadino del Burkina Faso.

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Sgozzata dalla famiglia perchè voleva sposare un Italiano

Si parla tanto di integrazione e tolleranza ma molto spesso il razzismo inverso viene messo a tacere dai media,ne è un esempio l’orrore che ha stroncato la vita di una giovane ragazza,rifiutatasi di sposare l’uomo con cui la famiglia aveva gia’ stretto un accorso. Uccisa perché voleva sposare un giovane italiano, rifiutando lo sposo scelto per lei dalla famiglia, in Pakistan. E’ quanto sostengono gli amici di Sana Cheema, 25 anni, una giovane pachistana che viveva da sempre a Brescia, dove si era bene inserita: dopo gli studi, i primi contatti con il mondo del lavoro a Milano. E poi l’amore: un ragazzo di cui non si sa molto, anche lui di origini pachistane e con cittadinanza italiana, che Sana aveva scelto e con il quale contava di sposarsi, nonostante il fermo divieto dei familiari. Un giovane che dopo aver vissuto con lei per anni a Brescia le aveva proposto di seguirlo in Germania.

Un paio di mesi fa Sana, però, secondo quanto riporta il Giornale di Brescia, è tornata in Pakistan, nel distretto di Gujrat dove è nata: lo faceva di tanto in tanto, lo ha rifatto per andare a ricongiungersi con i familiari per un breve periodo. Non è più tornata. In rete è stato postato dalla famiglia un video del funerale, celebrato secondo il rito islamico. Morta in un incidente secondo i familiari; sgozzata dal padre e dal fratello, secondo gli amici di Brescia. I due sarebbero stati arrestati dalla polizia di Gujrat, ma non ci sono conferme.

Il giallo di Sana, pachistana di Brescia. Gli amici: "Uccisa dal padre perché rifiutava nozze imposte"

Il padre di Sana Cheema, arrestato in Pakistan per l’omicidio della ragazza

Brescia, sotto shock, torna a vivere la tragica vicenda di Hina Saleem, la giovane uccisa nell’agosto del 2006 a Ponte Zanano dai familiari e sepolta nel giardino davanti a casa. Anche lei, come Sana, voleva vivere all’occidentale. Anche lei, come

Sana, ha pagato con la vita l’onta alle tradizioni della famiglia.

“Hai pagato la tua voglia di libertà”. Così alcuni amici bresciani di Sana Cheema, su Facebook hanno commentato e condiviso la notizia del suo assassinio. E su Twitter a commentare la tragica notizia è anche Matteo Salvini. “Quanta tristezza, quanta rabbia”, scrive il leader della Lega. “In Italia NESSUNO spazio per chi viene a portare questa ‘cultura’”.

 

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Morbillo, bimbo morto a Catania. In Sicilia la maggioranza delle infezioni dal 2018

Un bambino di 10 mesi è morto stamattina nell’ospedale Garibaldi di Catania per complicanze legate al morbillo. Era stato ricoverato ad Acireale trasferito da due giorni nel nosocomio del capoluogo etneo per l’aggravarsi delle condizioni respiratorie e cardiocircolatorie.

Il bambino è deceduto alle 10.15 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Garibaldi-Centro di Catania, diretto dal dottore Sergio Pintaudi. Il piccolo era ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale di Acireale perché affetto da morbillo, quando nel pomeriggio di due giorni fa le condizioni respiratorie e cardiocircolatorie si erano aggravate tanto da richiedere la necessità di un ricovero in Rianimazione. Il bimbo già sofferente per un difetto cardiaco era stato ricoverato dal 3 al 16 marzo scorsi nel reparto dia pediatria dell’ospedale Garibaldi-Nesima per una broncopolmonite e bronchiolite in presenza di un virus respiratorio sinciziale e da dove era stato dimesso migliorato con programmato di un controllo a distanza di 10 giorni.

– Medico,bimbo era piccolo per vaccino. Monito per altri

“Il tragico evento occorso al piccolo paziente, che non era nell’età da poter essere vaccinato e quindi ha contratto l’infezione da chi vaccinato non era, deve essere di monito affinché tutti capiscano che vaccinandosi, si protegge non solo se stessi ma tutta la comunità”. Lo afferma, contattato dall’ANSA, il dottore Sergio Pintaudi, direttore del reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi-Centro di Catania dove stamattina è morto un bambino di 10 mesi per i postumi di un’infezione da morbillo. Nell’ospedale Garibaldi di Catania sono 218 i casi di morbillo diagnosticati, con due decessi Morbillo:medico,bimbo era piccolo per vaccino.Monito a altri

 Iss, 411 casi e 3 decessi nei primi due mesi 2018

Il morbillo e l’influenza “sono malattie considerate benevole ma in realtà non lo sono perchè su grandi masse di popolazione causano ogni anno migliaia di casi e tanti morti: solo nei primi due mesi del 2018, in Italia si sono già registrati due decessi”. A questi si aggiunge oggi il decesso del bimbo di 10 mesi a Catania. A sottolinearlo è  il presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), Walter Ricciardi.

Dal 1 gennaio al 28 febbraio 2018, segnala l’ultimo aggiornamento dell’Iss, 16 Regioni hanno segnalato al Sistema nazionale di sorveglianza integrata morbillo e rosolia 411 casi di morbillo, inclusi 2 decessi. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Toscana). La Regione Sicilia ha riportato l’incidenza più elevata. L’età media è stata 25 anni. Il 91% circa dei casi era non vaccinato, e un ulteriore 4,5% aveva ricevuto solo una dose. Il 43% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre il 60% dei casi è stato ricoverato. Dall’inizio del 2018, sottolinea l’Iss, “sono decedute per morbillo due persone, non vaccinate, rispettivamente di 38 e 41 anni, entrambe per insufficienza respiratoria”. Nello stesso periodo sono stati segnalati 3 casi di rosolia.

C’è un caso Sicilia,1 malato su 2 a Catania

“In questo momento c’è in Sicilia una situazione acuta per il numero di casi di morbillo; c’è dunque un ‘caso Sicilia’ perchè proprio in questa regione si è avuta la maggioranza delle infezioni dall’inizio del 2018. Tuttavia, tutta l’Italia è a rischio”. Ad affermarlo all’ANSA è il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, dopo il decesso di oggi a Catania di un bimbo di 10 mesi colpito dalla malattia. Proprio all’ospedale di Catania, dal 2018 si sono registrati 218 casi su un totale nazionale di 411.
 

Ansa