Esce con due afgani per dimostrare che i rifugiati non sono un pericolo, la stuprano

Una donna svedese, di età piuttosto avanzata, è stata violentata da due rifugiati afgani nel loro alloggio. Lo riporta la televisione pubblica svedese Sveriges Television. I fatti sarebbero avvenuti il 26 dicembre scorso ma se ne ha notizia soltanto oggi. La donna è un’attivista pro-migranti che si è più volte impegnata in passato per evitare l’espulsione di richiedenti l’asilo la cui richiesta è stata respinta. La donna aveva incontrato i due uomini davanti a un bar. I due le chiedono in seguito di seguirli al loro alloggio, un centro di accoglienza di Ljungby, nel sud del paese. Arrivati nella camera di uno dei due, le viene impedito di andarsene e uno dei due la violenta mentre l’altro si masturba guardando i due. Più tardi la donna potrà lasciare la stanza e avvertire la polizia che immediatamente arresta i due uomini.

Quando le viene chiesto perchè ha seguito due sconosciuti al loro domicilio, la donna risponde che voleva dimostare che i migranti non erano un pericolo. “Non mi sentivo inquieta, non ho mai avuto paura di persone di altri paesi” afferma al giornalista che la intervista “si dice che bisogna fare attenzione ai rifugiati che si incontrano per strada, ma io volevo dimostrare che non c’è nessun pericolo”. I due uomini, entrambi 18enni, sono nel frattempo stati condannati. L’uomo colpevole dello stupro dovrà andare in carcere per un anno e tre mesi, pagare una multa di 134’000 corone (circa 15’000 franchi) e in seguito verrà espulso. L’altro subisce una non precisata condanna sospesa e dovrà pagare una multa di 24’000 corone, circa 2’700 franchi.

(Foto: friatider.se)

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Sbarcati 167 migranti a Pozzallo, 97 hanno la scabbia

POZZALLO. Novantasette casi di scabbia sono stati riscontrati da medici dell’Asp di Ragusa e dal medico marittimo tra i 167 migranti sbarcati a Pozzallo oggi dalla nave militare inglese ‘HMS Protector’.

Per sette di loro si è preferito per precauzione il ricovero in ospedale. A bordo anche tre donne in stato di gravidanza. Una bambina nata da pochi giorni, assistita dalla mamma, appariva debilitata.

Il gruppo interforze guidato dalla squadra mobile della polizia di Stato è già al lavoro per individuare i presunti scafisti.

Ragusa.gds.it