Catania: Extracomunitari tentano rapina a casa di un poliziotto,ferite da taglio per l’agente

Tentata rapina nella notte in casa di un poliziotto, ferite da taglio per l’agente
La vittima, accortasi della presenza dei due in casa, è riuscito a bloccarli riportando ferite da arma da taglio in tutto il corpo. Uno dei due extracomunitari è riuscito a fuggire, mentre l’altro è stato arrestato“

Tentata rapina nella notte in casa di un poliziotto, ferite da taglio per l’agente

Tentata rapina, nella notte, in un’abitazione di via Androne. Due extracomunitari, armati di taglierino, si sarebbero arrampicati fino al secondo piano per entrare nell’appartamento abitato da un poliziotto con la sua famiglia, la moglie e le due figlie.

L’agente, accortosi della presenza dei due intrusi in casa, è riuscito a bloccarli riportando ferite da arma da taglio in tutto il corpo. Come confermato dai carabinieri che sono intervenuti sul posto, uno dei due extracomunitari è riuscito a fuggire lanciandosi dal balcone, mentre l’altro è stato arrestato riportando delle ferite alla testa.

A rendere noto quanto accaduto è anche Giuseppe Coco, segretario provinciale del sindacato di polizia, con un post di solidarietà nei confronti del collega pubblicato sui social.

Catania Today

Caso Diciotti, indagato il ministro Matteo Salvini

Caso Diciotti, indagato il ministro Matteo Salvini

Secondo quanto si apprende, il ministro indagato dai pm di Agrigento per la vicenda della nave Diciotti è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Risponde di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

“Io lo aspetto, pacificamente e col sorriso, questo procuratore di Agrigento – ha detto Matteo Salvini – lo aspetto qui a Pinzolo perché voglio spiegargli le mie ragioni. Invece di indagare un ministro, il procuratore indaghi i trafficanti di essere umani e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli scafisti, voglio ricordare al procuratore, con i soldi comprano armi e droga che poi viene spacciata fuori dalle scuole dei nostri figli. Ed io sono stufo di finanziare gli spacciatori di morte”.

“Essere indagato per difendere gli Italiani è una vergogna – ha detto in conclusione – la riforma della giustizia è una prerogativa”. “I magistrati onesti devono buttare fuori la politica dalla magistratura, chi si vuole candidare si candidi e non faccia il procuratore”.

fonte

 

Jesolo, turista 15enne denuncia stupro in spiaggia: si cerca un giovane straniero

E’ stata trovata in lacrime sulla spiaggia di Jesolo dagli amici con cui era uscita per una serata in discoteca, ma per una 15enne friulana quella che doveva essere una notte di divertimento si è trasformata in un incubo: ha denunciato di essere stata violentata. Sotto accusa un ragazzo straniero che la ragazzina aveva conosciuto in discoteca e col quale si era appartata. Sulla vicenda, dai contorni ancora da definire, sta indagando la polizia.

I fatti sono raccontati nell’edizione veneta del Corriere della Sera. Mercoledì la 15enne (residente in Friuli) in vacanza in una delle tante località del litorale di Venezia aveva avuto il permesso dai genitori per trascorrere una serata nella movida di Jesolo con gli amici. Mentre si trovava in un locale di piazza Mazzini, nel pieno centro della movida jesolana, ha conosciuto quello che sarebbe diventato il suo aguzzino. La sera Jesolo è presa d’assalto dai turisti, anche stranieri (soprattutto russi, tedeschi e austriaci). La 15enne ha volontariamente deciso di appartarsi con lo straniero appena conosciuto e si è recata sull’arenile.

A fine serata la compagnia di amici è uscita dal locale per cercare la ragazzina. Le urla e i pianti hanno condotto gli amici verso la spiaggia dove sarebbe avvenuta la violenza. Subito intervenuta la polizia ha condotto ragazzina in ospedale dove ha raccontato di quel rapporto sessuale non consenziente con lo straniero. I sanitari dell’ospedale di San Donà di Piave (Venezia) hanno confermato lo stupro.

La polizia ora è alla ricerca del violentatore che ha fatto perdere le proprie tracce. Ma sulla vicenda restano ancora molte domande aperte alle quali gli inquirenti cercheranno di dare risposta nelle prossime ore.

TGCOM24

Nave Diciotti, La Chiesa chiede sbarco dei migranti per ragioni umanitarie

Città del Vaticano –  In un articolo dell’Osservatore Romano vengono riportate le parole del vicario generale dell’arcidiocesi di Catania, monsignor Salvatore Genchi, che ha ribadito che «la Chiesa chiede che a tante motivazioni venga anteposta quella umanitaria» e che, dunque, sia concesso ai migranti di sbarcare. L’articolo intitolato sull’Europa che cerca una intesa sui migranti, riassume i passaggi principali della vicenda che sta tenendo in scacco la politica e sta creando fratture all’interno della maggioranza. Intanto la commissione europea ha annunciato di aver convocato per domani una riunione del cosiddetto gruppo dei volenterosi: Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia, Irlanda. L’obiettivo è «concordare possibili soluzioni sui porti dove far arrivare i migranti soccorsi. Ieri sera sono stati autorizzati a sbarcare solo 29 minori non accompagnati. Il ministero dell’interno italiano ha dato il via libera dopo giorni di accuse reciproche di mancata assunzione di responsabilità tra Italia e Malta.

In questi giorni, spiega il giornale vaticano, si sono susseguiti appelli al rispetto delle convenzioni internazionali che prevedono innanzitutto il soccorso di persone in difficoltà in mare e l’accoglienza di richiedenti asilo. Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha ribadito la linea della chiusura dei porti italiani e ha invocato l’intervento dell’Ue, minacciando di far riportare i migranti in Libia. E a chi ha invocato il rispetto delle norme internazionali, ha spiegato che l’attuale governo è «pronto a cambiarle». Da queste posizioni ha preso però le distanze ieri il presidente della camera, Roberto Fico. Secca la replica di Salvini a Fico: «Tu fai il presidente della Camera, io il ministro dell’interno di un governo che ha un programma ben preciso».

 

Il Messaggero

Diciotti, il pm: «Sulla nave quasi tutti malati di scabbia»

A bordo della nave Diciotti «ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante». Ma sulla vicenda non c’è nessuno scontro tra la magistratura e la politica. «Assolutamente no. Per fare un’ispezione era tecnicamente necessaria l’ apertura del fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale.

Ma la valutazione tecnico giuridica e l’individuazione degli eventuali responsabili è complessa e mi riservo ogni ulteriore decisione da adottare dopo le indagini che ho delegato alla Guardia costiera». Lo dice, intervistato dal ‘Corriere della Serà. il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio.

«La politica e l’alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi – spiega – Ovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa».

«Io non posso interferire nelle scelte operative dei ministri anche perché eventuali valutazioni penali sarebbero di competenza del Tribunale dai ministri – chiarisce ancora Patronaggio – Quindi, nessuna interferenza nei confronti della pmpolitica».

 

Il Messaggero

I MILIONI PER L’AFRICA SUL CONTO PERSONALE DEL COGNATO DI RENZI MA L’INDAGINE RISCHIA LO STOP

L’inchiesta, resa nota nel 2016 da La Nazione, è nata da movimenti bancari anomali segnalati dalla Bankitalia e dai dubbi di Monika Jephcott quando era direttrice di Play Therapy ltd Londra. La società aveva ricevuto circa 10 milioni di dollari di donazioni: secondo la procura ne avrebbe distratti oltre 6. Ora però ai pm serve una querela delle parti offese per continuare a indagare. Renzi: “Querelo chi mi accosta a questa storia”

 

Ricevevano generose donazioni da UnicefFondazione Pulitzere altre onlus americane ed australiane per finanziare attività benefiche nei confronti dei bambini africani. Ma invece di spedire quei soldi in Eritrea, Burundi o Sierra Leone attraverso la Play Therapy Africa, sostiene la procura di Firenze, li giravano sui loro conti bancari. Lo avrebbero fatto con circa 6,6 dei 10 milioni di dollari ricevuti. Per questo il cognato di Renzi, Andrea Conticini, sposato con sua sorella Matilde, e i fratelli Alessandro e Luca sono indagati da due anni con l’accusa di riciclaggio e – solo Alessandro e Luca – anche di appropriazione indebita aggravata. I pm Luca Turco e Giuseppina Mione, in base alle rogatorie internazionali, hanno ricostruito l’entità e i giri delle somme dirottati prima sui conti personali e poi impiegate, sostengono, per investimenti immobiliari in Portogallo e in altri Paesi esteri.

A causa della riforma Orlando, però, buona parte dell’indagine rischia di diventare carta straccia. Perché la nuova legge prevede che il reato di appropriazione indebita sia procedibile solo per querela delle parti offese. Così, nelle scorse settimane, la procura ha dovuto fare una rogatoria verso Unicef, Fondazione Pulitzer e le altri parte offese spiegando la situazione e che, senza una loro denuncia, il procedimento non potrà andare avanti.

L’inchiesta, resa nota nel 2016 da La Nazione, è nata da movimenti bancari anomali in Emilia segnalati dalla Banca d’Italia e dai dubbi di Monika Jephcott quando era direttrice di Play Therapy ltd Londra, la casa madre. La donna manifestò ai pm dubbi su come impiegasse i soldi Play Therapy Africa, consociata fondata da Alessandro Conticini che aveva ottenuto il permesso di usare lo stesso nome e a cui successivamente, però, la direttrice revocò l’autorizzazione.

La società di Conticini aveva intanto ricevuto cospicue donazioni dagli Usa, in particolare da Unicef (3,8 milioni di dollari tra 2008 e 2013) e Fondazione Pulitzer (5,5 milioni di dollari tra 2009 e 2016 transitati dalla onlus Operations Usa). Altri 900mila dollari complessivi sarebbero arrivati dalle ong Australian High Commission, Avsi, Fxb, Mobility without barriers foundation, Oak, Undp, France Volontaires.

I pm ritengono che i 6,6 milioni di dollari finiti nei conti dell’agenzia della Cassa di Risparmio di Rimini a Castenaso sia una somma sproporzionata – anche rispetto a eventuali compensi e spese sostenuti da Alessandro Conticini per i suoi impegni con la Play Therapy Africa -, sul totale dei 10 milioni donati. E le rogatorie e altri accertamenti avrebbero ricostruito che parte dei soldi avrebbe preso vie diverse dall’Africa. Così, Andrea Conticini, cognato di Matteo Renzi, è indagato per aver prelevato soldi dai conti e averli destinati a tre società dell’inner circle renziano: la Eventi6 di Rignano (133.900 euro) riferibile proprio ai familiari dell’ex presidente del Consiglio; la Quality Press Italia (129.900 euro); oltre a 4mila euro per la Dot Mediadi Firenze, che organizzava la Leopolda.

Luca Conticini e Alessandro Conticini devono invece rispondere anche di appropriazione indebita perché avrebbero usato parte del denaro per un investimento immobiliare in Portogallo da 1,9 milioni di euro e per un prestito obbligazionario da 798mila euro emesso dalla società estera Red Friar Private Equity Limited Guernsey. Nei confronti di tutti e tre i fratelli, la procura ha notificato un invito a comparire per il 14 giugno scorso: nessuno di loro si è presentato negli uffici dei pm di Firenze.

“I tempi della difesa li decide la difesa”, ha risposto l’avvocato Federico Bagattini, difensore dei Conticini. “A dicembre scorso – ha aggiunto – avevamo chiesto noi di comparire davanti al pm, ma non ce lo ha concesso”. Il senatore di Rignano, invece, attraverso una nota del suo ufficio stampa annuncia di voler procedere “in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che da due anni ciclicamente viene rilanciata sulla stampa e che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi. I processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti”.

 

Il fatto quotidiano

Un asse De Magistris-Kyenge: “I migranti sbarchino a Roma”

Un’alleanza insolita (ma non troppo). Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’eurodeputata Cécile Kyenge lanciano, ai microfoni di Radio Rock 106.6, un appello al sindaco di Roma Virginia Raggi di far sbarcare i migranti ad Ostia.

Parte l’eurodeputata, cantando Fin che la barca va di Orietta Berti. Stona qualche nota, ma l’importante è il contenuto: “Falla arrivare (la barca con i migranti, ndr) fino a Romaaaaa”.

Interviene poi il sindaco, con voce suadente: “Ciao, Virginia. Apri anche tu il porto di Ostia, per rimanere umana. Non è un fatto politico, è un fatto di umanità. Mentre sto parlando, bambini, donne e esseri umani stanno ancora nel Mar Mediterraneo. Siccome tu sostieni questo governo, in cui ci sta anche Salvini, fai una chiamata a Salvini e digli che nella vita non bisogna essere pietre, ma esseri umani. E noi sindaci lo siamo”.

 

Poi, quasi fosse un ideale cerchio pro immigrazione, torna a cantare la Kyenge: “Fin che la barca va, lasciala andare, Fin che la barca va, tu non remare…”. E, poi, il gran finale: “E allora lasciamoli arrivare…”.

Adesso lo certificano i numeri: i migranti sono solo un costo

La favoletta “ci pagheranno le pensioni”, per quanto formalmente corretta, non tiene infatti conti di altri fattori. Come le spese mediche per gli immigrati (anche irregolari).

Andiamo con ordine. Secondo l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, realizzato dal centro studi di Alberto Brambilla, è vero che il saldo tra contributi versati e pensioni erogate ai migranti è positivo. Ma non bisogna fermarsi a questo. “Se si prova a fare un bilancio complessivo tra entrate e uscite del 2015 e si sommano le relative poste per gli immigrati extra comunitari e neo-comunitari – si legge nel rapporto, come riporta Libero – otteniamo una stima per le entrate contributive che ammonterebbero a circa 9,5 miliardi di euro, di cui la quota a carico dei lavoratori è di circa 2,6 miliardi. Le entrate fiscali che riguardano salari tra i 10mila-12mila euro superano di poco la soglia di esenzione Irpef, le uscite stimate per pensioni e prestazioni a sostegno del reddito sarebbero di circa 1,9 miliardi di euro, con un saldo positivo dell’anno di circa 700 milioni di euro”.

Bene. Ma bisogna guardare anche ai costi. “Secondo i dati di organizzazioni umanitarie – si legge ancora nel rapporto di Brambilla – gli stranieri in Italia sarebbero 5 milioni cui si aggiungono 400 mila regolari non residenti e 200mila richiedenti asilo; si stimano poi circa 435 mila irregolari (che pare una sottostima se consideriamo tutte le sanatorie di regolarizzazione dal 1990)”. E questi immigrati, regolari e clandestini, che in totale sarebbero 6 milioni, “per la sola sanità richiedono un onere di circa 11 miliardi l’anno”.

A conti fatti, dunque, i 700 milioni l’anno di arrivo tra pensioni erogate e contributi pagati sfuma così con i costi della sanità. In totale, scrive Libero, il conto segna un rosso da 10,3miliardi. Non è finita. Senza contare ovviamente che a bilancio lo Stato ha messo 4,6-5 miliardi l’anno per la gestione degli sbarchi e l’accoglienza dei migranti.

 

Il giornale