DUE HAMBURGER E DUE CAPPUCCINI A 81 EURO: LO SCONTRINO DI UN BAR ROMANO DIVENTA IL NUOVO CASO SOCIAL

DUE HAMBURGER E DUE CAPPUCCINI A 81 EURO: LO SCONTRINO DI UN BAR ROMANO DIVENTA IL NUOVO CASO SOCIAL. MA PER MOLTI LA RISPOSTA È: ‘SE ORDINATE HAMBURGER E CAPPUCCINO VI STA BENE, VI DOVEVANO FAR PAGARE IL DOPPIO’ – IL LOCALE, VICINO AL VATICANO, È FAMOSO SU TRIPADVISOR PER I SUOI PREZZI ESORBITANTI, CON UNA PALLA E MEZZO DI MEDIA RECENSIONI…

Ci siamo (anzi, “si sono”) fatti riconoscere ancora una volta: un conto da capogiro a due turisti stranieri, scambiando per l’appunto il termine “stranieri” con quello molto meno edificante di “polli”. Da spennare. E’ successo a Roma, in zona S. Pietro, il 9 maggio alle ore 10:53. Un locale vicino al Vaticano ha servito a due turisti due hamburger, un caffè americano (doppio) e due cappuccini (anche questi registrati nello scontrino come doppi, ma vorremmo capire come siano, visto che le tazze sono comunque standard, in Italia…) facendo pagare il tutto alla “modica” cifra di 81,60 euro.

hamburger

Vediamo nel dettaglio la spesa: ogni hamburger è stato fatto pagare 25 euro, neanche fosse stata una bistecca fiorentina da mezzo chilo in un ristorante di buon livello. Il caffè americano 8 euro, così come ogni cappuccino. A questo si aggiunge il 10% del servizio al tavolo, che fa capire che si tratta di un bar, al massimo una tavola calda, di certo non un ristorante.

Altra certezza è che quei turisti (non polli da spennare) non torneranno mai più in quel locale e, forse, nemmeno a Roma e faranno una cattivissima pubblicità alla nostra città, trattandoci da truffatori.

Non è la prima volta che accade una cosa del genere: prezzi maggiorati per cibi e bevande così come per corse dei taxi, quando i clienti sono degli stranieri. Adesso lo scontrino, fotografato e fatto circolare in rete, sta facendo il giro del mondo, condiviso in tantissimi gruppi Facebook, oltre che su Twitter.

cappuccino

Tutta pubblicità, negativa, per Roma, già martoriata da buche, scale mobili rotte e dai mille altri problemi che la affliggono.

Fonte

Doveva accudire la nonna con i permessi della legge 104: ma era in vacanza a Bangkok

Approfittava dei permessi della legge 104 per accudire la nonna, ma in realtà se ne andava in vacanza in giro per il mondo. Un trentenne di Spoleto è stato denunciato a piede libero dalla Guardia di Finanza, con l’accusa di truffa aggravata nei confronti dello Stato, per la quale rischia anche il licenziamento per giusta causa. L’uomo è stato incastrato dalle foto postate su Facebook, che lo ritraggono a Bangkok a Capodanno e a Barcellona a Ferragosto insieme alla compagna.

Secondo la guardia di finanza, nel 2017 l’uomo aveva chiesto la concessione di tre giorni consecutivi di permesso “agganciandoli” a ferie o a riposi settimanali, in modo da aver a disposizione un periodo più lungo. Le indagini, coordinate dalla procura di Spoleto, sono state avviate con l’esame del profilo Facebook dove gli investigatori hanno rinvenuto foto delle vacanze. Sono stati quindi esaminati i dati rilevati al centro per l’impiego, all’Inps, presso le compagnie aeree e dal datore di lavoro.

 

Il messaggero

Targhe estere in Italia, ora sono vietate

Le persone che risiedono da oltre 60 giorni nel nostro Paese non potranno più circolare con targa straniera

C’è voluta una norma specifica – inserita nel decreto sicurezza approvato al Senato – per far si che le persone che risiedono da oltre 60 giorni nel nostro paese sarà vietato circolare con targa straniera. Una soluzione drastica perché fino a oggi si è cercato di combattere il fenomeno come si fa in tutti gli altri Paesi europei, cioé facendo pagare le sanzioni a tutti, anche a chi va in giro con un’auto con targa estera. I risultati sono stati sempre scarsi, ed ecco quindi il divieto assoluto.

Targhe estere in Italia, ora sono vietate
In questi giorni così si parla tanto di “pacchia finita per i furbetti delle auto con targhe straniere”, ma in sostanza la norma è una specie di ammissione di incapacità di far pagare ai responsabili le dovute sanzioni. Incapacità ovviamente non dovuta né ai controlli né ai controllori, ma ad un buco legislativo.

Con le nuove norme, in ogni caso, la sanzione amministrativa partirà da 712 euro e la regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo sarà tenuto in deposito. Scaduto questo termine di 6 mesi scatterà poi la confisca.

Si fa di ogni erba un fascio: malviventi, società di noleggio che lecitamente operano all’interno della UE, liberi professionisti che si spostano per lavoro, rapinatori ed evasori che intestano centinaia di auto a nulla tenenti residenti all’estero. Ma i risultati saranno comunque straordinari e la stretta per le “esterovestizioni” delle auto metterà di sicuro un freno alla finta residenza fiscale all’estero di una società che con questo escamotage può immatricolare un veicolo oltreconfine e avere una targa straniera, pur svolgendo la propria attività lavorativa prevalentemente in Italia. Stesso discorso vale per un privato straniero residente nello Stivale.

“L’Automobile Club d’Italia condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia – dichiara il Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani – perché il fenomeno della cosiddetta esterovestizione, cioè l’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano, aveva iniziato a dilagare con forte danno, non solo per l’Erario, ma per tutti gli automobilisti e i cittadini”.

Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:. Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

MARIO CALABRESI