Diciotti, il pm: «Sulla nave quasi tutti malati di scabbia»

A bordo della nave Diciotti «ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante». Ma sulla vicenda non c’è nessuno scontro tra la magistratura e la politica. «Assolutamente no. Per fare un’ispezione era tecnicamente necessaria l’ apertura del fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale.

Ma la valutazione tecnico giuridica e l’individuazione degli eventuali responsabili è complessa e mi riservo ogni ulteriore decisione da adottare dopo le indagini che ho delegato alla Guardia costiera». Lo dice, intervistato dal ‘Corriere della Serà. il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio.

«La politica e l’alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi – spiega – Ovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa».

«Io non posso interferire nelle scelte operative dei ministri anche perché eventuali valutazioni penali sarebbero di competenza del Tribunale dai ministri – chiarisce ancora Patronaggio – Quindi, nessuna interferenza nei confronti della pmpolitica».

 

Il Messaggero

I MILIONI PER L’AFRICA SUL CONTO PERSONALE DEL COGNATO DI RENZI MA L’INDAGINE RISCHIA LO STOP

L’inchiesta, resa nota nel 2016 da La Nazione, è nata da movimenti bancari anomali segnalati dalla Bankitalia e dai dubbi di Monika Jephcott quando era direttrice di Play Therapy ltd Londra. La società aveva ricevuto circa 10 milioni di dollari di donazioni: secondo la procura ne avrebbe distratti oltre 6. Ora però ai pm serve una querela delle parti offese per continuare a indagare. Renzi: “Querelo chi mi accosta a questa storia”

 

Ricevevano generose donazioni da UnicefFondazione Pulitzere altre onlus americane ed australiane per finanziare attività benefiche nei confronti dei bambini africani. Ma invece di spedire quei soldi in Eritrea, Burundi o Sierra Leone attraverso la Play Therapy Africa, sostiene la procura di Firenze, li giravano sui loro conti bancari. Lo avrebbero fatto con circa 6,6 dei 10 milioni di dollari ricevuti. Per questo il cognato di Renzi, Andrea Conticini, sposato con sua sorella Matilde, e i fratelli Alessandro e Luca sono indagati da due anni con l’accusa di riciclaggio e – solo Alessandro e Luca – anche di appropriazione indebita aggravata. I pm Luca Turco e Giuseppina Mione, in base alle rogatorie internazionali, hanno ricostruito l’entità e i giri delle somme dirottati prima sui conti personali e poi impiegate, sostengono, per investimenti immobiliari in Portogallo e in altri Paesi esteri.

A causa della riforma Orlando, però, buona parte dell’indagine rischia di diventare carta straccia. Perché la nuova legge prevede che il reato di appropriazione indebita sia procedibile solo per querela delle parti offese. Così, nelle scorse settimane, la procura ha dovuto fare una rogatoria verso Unicef, Fondazione Pulitzer e le altri parte offese spiegando la situazione e che, senza una loro denuncia, il procedimento non potrà andare avanti.

L’inchiesta, resa nota nel 2016 da La Nazione, è nata da movimenti bancari anomali in Emilia segnalati dalla Banca d’Italia e dai dubbi di Monika Jephcott quando era direttrice di Play Therapy ltd Londra, la casa madre. La donna manifestò ai pm dubbi su come impiegasse i soldi Play Therapy Africa, consociata fondata da Alessandro Conticini che aveva ottenuto il permesso di usare lo stesso nome e a cui successivamente, però, la direttrice revocò l’autorizzazione.

La società di Conticini aveva intanto ricevuto cospicue donazioni dagli Usa, in particolare da Unicef (3,8 milioni di dollari tra 2008 e 2013) e Fondazione Pulitzer (5,5 milioni di dollari tra 2009 e 2016 transitati dalla onlus Operations Usa). Altri 900mila dollari complessivi sarebbero arrivati dalle ong Australian High Commission, Avsi, Fxb, Mobility without barriers foundation, Oak, Undp, France Volontaires.

I pm ritengono che i 6,6 milioni di dollari finiti nei conti dell’agenzia della Cassa di Risparmio di Rimini a Castenaso sia una somma sproporzionata – anche rispetto a eventuali compensi e spese sostenuti da Alessandro Conticini per i suoi impegni con la Play Therapy Africa -, sul totale dei 10 milioni donati. E le rogatorie e altri accertamenti avrebbero ricostruito che parte dei soldi avrebbe preso vie diverse dall’Africa. Così, Andrea Conticini, cognato di Matteo Renzi, è indagato per aver prelevato soldi dai conti e averli destinati a tre società dell’inner circle renziano: la Eventi6 di Rignano (133.900 euro) riferibile proprio ai familiari dell’ex presidente del Consiglio; la Quality Press Italia (129.900 euro); oltre a 4mila euro per la Dot Mediadi Firenze, che organizzava la Leopolda.

Luca Conticini e Alessandro Conticini devono invece rispondere anche di appropriazione indebita perché avrebbero usato parte del denaro per un investimento immobiliare in Portogallo da 1,9 milioni di euro e per un prestito obbligazionario da 798mila euro emesso dalla società estera Red Friar Private Equity Limited Guernsey. Nei confronti di tutti e tre i fratelli, la procura ha notificato un invito a comparire per il 14 giugno scorso: nessuno di loro si è presentato negli uffici dei pm di Firenze.

“I tempi della difesa li decide la difesa”, ha risposto l’avvocato Federico Bagattini, difensore dei Conticini. “A dicembre scorso – ha aggiunto – avevamo chiesto noi di comparire davanti al pm, ma non ce lo ha concesso”. Il senatore di Rignano, invece, attraverso una nota del suo ufficio stampa annuncia di voler procedere “in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che da due anni ciclicamente viene rilanciata sulla stampa e che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi. I processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti”.

 

Il fatto quotidiano

Un asse De Magistris-Kyenge: “I migranti sbarchino a Roma”

Un’alleanza insolita (ma non troppo). Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’eurodeputata Cécile Kyenge lanciano, ai microfoni di Radio Rock 106.6, un appello al sindaco di Roma Virginia Raggi di far sbarcare i migranti ad Ostia.

Parte l’eurodeputata, cantando Fin che la barca va di Orietta Berti. Stona qualche nota, ma l’importante è il contenuto: “Falla arrivare (la barca con i migranti, ndr) fino a Romaaaaa”.

Interviene poi il sindaco, con voce suadente: “Ciao, Virginia. Apri anche tu il porto di Ostia, per rimanere umana. Non è un fatto politico, è un fatto di umanità. Mentre sto parlando, bambini, donne e esseri umani stanno ancora nel Mar Mediterraneo. Siccome tu sostieni questo governo, in cui ci sta anche Salvini, fai una chiamata a Salvini e digli che nella vita non bisogna essere pietre, ma esseri umani. E noi sindaci lo siamo”.

 

Poi, quasi fosse un ideale cerchio pro immigrazione, torna a cantare la Kyenge: “Fin che la barca va, lasciala andare, Fin che la barca va, tu non remare…”. E, poi, il gran finale: “E allora lasciamoli arrivare…”.

Adesso lo certificano i numeri: i migranti sono solo un costo

La favoletta “ci pagheranno le pensioni”, per quanto formalmente corretta, non tiene infatti conti di altri fattori. Come le spese mediche per gli immigrati (anche irregolari).

Andiamo con ordine. Secondo l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, realizzato dal centro studi di Alberto Brambilla, è vero che il saldo tra contributi versati e pensioni erogate ai migranti è positivo. Ma non bisogna fermarsi a questo. “Se si prova a fare un bilancio complessivo tra entrate e uscite del 2015 e si sommano le relative poste per gli immigrati extra comunitari e neo-comunitari – si legge nel rapporto, come riporta Libero – otteniamo una stima per le entrate contributive che ammonterebbero a circa 9,5 miliardi di euro, di cui la quota a carico dei lavoratori è di circa 2,6 miliardi. Le entrate fiscali che riguardano salari tra i 10mila-12mila euro superano di poco la soglia di esenzione Irpef, le uscite stimate per pensioni e prestazioni a sostegno del reddito sarebbero di circa 1,9 miliardi di euro, con un saldo positivo dell’anno di circa 700 milioni di euro”.

Bene. Ma bisogna guardare anche ai costi. “Secondo i dati di organizzazioni umanitarie – si legge ancora nel rapporto di Brambilla – gli stranieri in Italia sarebbero 5 milioni cui si aggiungono 400 mila regolari non residenti e 200mila richiedenti asilo; si stimano poi circa 435 mila irregolari (che pare una sottostima se consideriamo tutte le sanatorie di regolarizzazione dal 1990)”. E questi immigrati, regolari e clandestini, che in totale sarebbero 6 milioni, “per la sola sanità richiedono un onere di circa 11 miliardi l’anno”.

A conti fatti, dunque, i 700 milioni l’anno di arrivo tra pensioni erogate e contributi pagati sfuma così con i costi della sanità. In totale, scrive Libero, il conto segna un rosso da 10,3miliardi. Non è finita. Senza contare ovviamente che a bilancio lo Stato ha messo 4,6-5 miliardi l’anno per la gestione degli sbarchi e l’accoglienza dei migranti.

 

Il giornale

Esce con due afgani per dimostrare che i rifugiati non sono un pericolo, la stuprano

Una donna svedese, di età piuttosto avanzata, è stata violentata da due rifugiati afgani nel loro alloggio. Lo riporta la televisione pubblica svedese Sveriges Television. I fatti sarebbero avvenuti il 26 dicembre scorso ma se ne ha notizia soltanto oggi. La donna è un’attivista pro-migranti che si è più volte impegnata in passato per evitare l’espulsione di richiedenti l’asilo la cui richiesta è stata respinta. La donna aveva incontrato i due uomini davanti a un bar. I due le chiedono in seguito di seguirli al loro alloggio, un centro di accoglienza di Ljungby, nel sud del paese. Arrivati nella camera di uno dei due, le viene impedito di andarsene e uno dei due la violenta mentre l’altro si masturba guardando i due. Più tardi la donna potrà lasciare la stanza e avvertire la polizia che immediatamente arresta i due uomini.

Quando le viene chiesto perchè ha seguito due sconosciuti al loro domicilio, la donna risponde che voleva dimostare che i migranti non erano un pericolo. “Non mi sentivo inquieta, non ho mai avuto paura di persone di altri paesi” afferma al giornalista che la intervista “si dice che bisogna fare attenzione ai rifugiati che si incontrano per strada, ma io volevo dimostrare che non c’è nessun pericolo”. I due uomini, entrambi 18enni, sono nel frattempo stati condannati. L’uomo colpevole dello stupro dovrà andare in carcere per un anno e tre mesi, pagare una multa di 134’000 corone (circa 15’000 franchi) e in seguito verrà espulso. L’altro subisce una non precisata condanna sospesa e dovrà pagare una multa di 24’000 corone, circa 2’700 franchi.

(Foto: friatider.se)

fonte

Sbarcati 167 migranti a Pozzallo, 97 hanno la scabbia

POZZALLO. Novantasette casi di scabbia sono stati riscontrati da medici dell’Asp di Ragusa e dal medico marittimo tra i 167 migranti sbarcati a Pozzallo oggi dalla nave militare inglese ‘HMS Protector’.

Per sette di loro si è preferito per precauzione il ricovero in ospedale. A bordo anche tre donne in stato di gravidanza. Una bambina nata da pochi giorni, assistita dalla mamma, appariva debilitata.

Il gruppo interforze guidato dalla squadra mobile della polizia di Stato è già al lavoro per individuare i presunti scafisti.

Ragusa.gds.it

Baye Dame espulso dal GF15 atti di bullismo nei confronti di Aida

Dopo il comunicato di Barbara D’urso Baye ha solo il tempo di salutare i suoi compagni di avventura: deve immediatamente abbandonare la casa. #GF15

Testate online, blog e social di tutta Italia hanno parlato dei gravissimi fatti avvenuti all’interno della casa nei giorni scorsi.

Discordanti i messaggi sulle pagine social del programma:

Mia scrive:Le giustificazioni di Baye, Veronica e Favoloso evidenziano quanto non queste persone non siano capaci di autocritica, di ammettere i propri errori, di pentirsi delle proprie azioni (se non con sotto la minaccia di punizioni). Ragazzi in preda a un delirio di egocentrismo e prepotenza… solo tanta pena, per loro, ma soprattutto per tutti coloro che avranno a che fare con loro in futuro…

Pietro scrive:Se i concorrenti avessero veramente le PALLE dovrebbero uscire tutti, così il GF2018 se lo fanno in studio la D‘Urso, la Izzo e Malgioglio!!!!

Michele: È stato davvero vergognoso vedere sta persona oscena fare una cosa di queste io non lo manderei nemmeno in studio bay bay bella figura di merda che hai fatto.

Melissa: Sicuramente brutta reazione ma se esce lui deve uscire anche Aida! Provoca ed ha usato termini terribili! Non è meglio di lui…indignata da entrambi!

Antonella: La colpa non è dei ragazzi dentro ma di te Barbara e degli autori che avete messo dentro una provocatrice …..voi lo sapevate

 

E voi cosa ne pensate?

 

 

Tentata violenza sessuale a 16enne: arrestato marocchino

Nella notte fra martedì 22 e mercoledì 23 marzo, i Carabinieri del Nucleo radiomobile di Tortona hanno arrestato con le pesanti accuse di violenza sessuale aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, Soufyane Mahsoun, 28 anni, marocchino, pluripregiudicato, da qualche tempo abitante a Tortona e clandestino sul territorio nazionale. Il fatto è avvenuto all’interno di palazzo Busseti, nella centralissima via Giulia, per anni sede dell’istituto superiore “Dante Alighieri”, da tempo in ristrutturazione ma ancora del tutto disabitato; la vittima è una ragazza di 16 anni, di origine sudamericana, giunta in tarda sera da Milano, dove vive, per incontrare il fidanzato 22enne, romeno, residente in città.

 

I due, per trascorrere qualche ora in intimità, decidono di recarsi all’interno dell’ex “Dante”; si addormentano e verso le ore 3,30 vengono svegliati da un “vicino” di stanza, Soufyane Mahsoun appunto. Lui e l’altro ragazzo si conoscono a malapena e subito arrivano a litigare: l’aggressore ha assunto cocaina ed è intenzionato ad avere un rapporto sessuale con la 16enne. Arrivano alle mani, ma il Mahsoun estrae un coltello e il più giovane deve scappare per cercare aiuto. Intanto, il marocchino si avvicina alla ragazza che cerca in tutti i modi di difendersi. Il 22enne corre in strada e suona il campanello di un Carabiniere che conosce bene ed abita a qualche decina di metri. Ha fortuna, il militare è in casa e gli risponde: subito arriva sul posto una pattuglia e di corsa, tutti, entrano nel palazzo Busseti.  I militari trovano il marocchino con il coltello in mano, nudo, che cerca di possedere la giovane: lei si difende con tutte le sue forze, ha i vestiti strappati ed è terrorizzata. Un militare si avvicina per bloccarlo e rischia una coltellata all’addome che riesce a schivare per un soffio. L’uomo viene bloccato e disarmato, tratto in arresto e portato in caserma; nella mattina di mercoledì è stato trasferito nel carcere di Alessandria, dove rimarrà in attesa della decisione del Giudice. La ragazza è stata invece affidata alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Tortona, dove veniva avviato il protocollo previsto per le violenze, interessando anche i servizi sociali comunali. Fortunatamente la giovane non è in pericolo di vita, ma ha avuto diagnosticate ferite da taglio alle mani  e avrà bisogno di almeno venti giorni per guarire. Il suo stato psicofisico sarà valutato dagli assistenti sociali e da professionisti.

 

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Milano, notte di violenza: omicidi, accoltellamenti e rapine. Arrestati due Marocchini

Quattro gli episodi per i quali i due marocchini di 28 e 30 anni sono ritenuti responsabili: la morte di un 22enne bengalese, il ferimento di una 21enne inglese e di un 36enne peruviano e l’aggressione di un 31enne italiano che è in pericolo di vita.

Due morti e tre feriti: è il drammatico bilancio di cinque rapine avvenute nella  stessa notte nell’hinterland Notte violenta a Milano al termine della quale sono stati arrestati due  marocchini, clandestini, armati di coltelli che puntavano ai cellulari e ai portafogli dei malcapitati che si trovavano sulla loro strada. Le vittime sono un 22 enne del Bangladesh, colpito con una coltellata all’addome in via Settembrini e un romeno di 43 anni, colpito con calci e pugni: l’uomo sarebbe caduto battendo la testa a terra.

I feriti sono una studentessa britannica di 21 anni, ferita all’addome durante una rapina nella zona della Stazione Centrale,  un peruviano di 36 anni anni ferito al volto e un italiano di 31 anni ugualmente ferito all’addome a coltellate a Cinisello Balsamo: è in pericolo di vita all’ospedale Niguarda.

L’inglese accoltellata.  Ai carabinieri la giovane ha riferito di essere stata aggredita da due uomini mentre rientrava a casa insieme a una amica. Sul posto è intervenuto il personale del 118 che l’ha soccorsa e trasportata in codice rosso all’ospedale Città Studi. Le sue condizioni non sarebbero gravi e la giovane non è in pericolo di vita.

La giovane è una studentessa dell’università Cattolica. Inglese anche l’amica con la quale si trovava al momento dell’aggressione, e che ha chiamato i soccorsi.