VOLONTARIA 50ENNE SI FIDANZA CON PROFUGO 17ENNE: LUI SGOZZA SUO PADRE

In Germania un richiedente asilo afghano, entrato come minore di 17 anni (dicono tutti così) ha ucciso il padre della sua fidanzata, un’attivista che lavorava come insegnante 50enne di lingua tedesca nel centro d’accoglienza in cui ha conosciuto il migrante con cui ha intrecciato una relazione.

Il profugo ha sgozzato il padre della cinquantenne in calore, aprendogli il collo con una ferita lunga 22 centimetri e profonda quasi 10 centimetri: in pratica, lo ha quasi decollato.

Arrestato, l’afghano ha chiesto di risolvere tutto con una “transazione finanziaria”, come usa in Afghanistan, dove è normale uccidere e risolvere tutto con un risarcimento.

 

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IMMIGRATO ACCOLTELLA CARABINIERE, MILITARI LO GAMBIZZANO – VIDEO

Prima ha lanciato pietre verso auto e negozi, poi ha appiccato il fuoco a due pneumatici in strada. I residenti, preoccupati, hanno allertato il 112. Prima della pattuglia però è intervenuto un carabiniere, in quel momento libero dal servizio, che ha provato a placare gli animi.

Tutto inutile. E dalle parole si è passati ai fatti, con una colluttazione tra i due. Stando alla versione di alcuni testimoni, lo straniero – forse ubriaco – avrebbe aggredito l’uomo, ferendolo con una coltellata alla mano. Nel frattempo sul posto sono sopraggiunti i carabinieri: l’immigrato, di nazionalità nigeriana, avrebbe minacciato i militari brandendo il coltello ed è stato gambizzato. Il bilancio di una mattinata di ordinaria follia è di due feriti: il carabiniere libero dal servizio e l’africano, che sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola alle gambe.

 

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PADOVA, BABYGANG DI MAGHREBINI CACCIANO RESIDENTI ITALIANI

Grazie alle nuove telecamere una baby gang di spacciatori magrebini, che avevano fatto dell’Arcella il loro regno, è stata sgominata della Polizia municipale.
Venerdì 24, infatti, i vigili hanno organizzato una serie di controlli, a cui hanno partecipato due pattuglie della sicurezza urbana dotate di unità cinofile e due pattuglie della polizia di prossimità della squadra Arcella. Al blitz hanno partecipato anche 5 agenti in borghese.

Il servizio è iniziato attorno alle 15 con un monitoraggio dell’area tramite le nuove telecamere. Intorno alle 15.30 nelle immagini è comparsa una coppia di giovani che veniva avvicinata da un ragazzo magrebino minorenne. Subito dopo, il giovane ha ceduto ai due un involucro sospetto.

Allarme dall’Arcella: «Balordi stranieri tentano di avvicinare adolescenti per strada, per spacciare droga o addirittura cercare approcci».

Le famiglie di residenti puntano il dito contro gli spacciatori nordafricani che stazionano in zona. E c’è chi ha traslocato «per fuggire al degrado». «Negli ultimi tre anni ho sporto una trentina di denunce a polizia e carabinieri, segnalando che alcuni extracomunitari, nei dintorni di Santissima Trinità, tentavano di avvicinare e circuire mia figlia per strada. E in seguito a queste denunce alcune di quelle persone sono state arrestate» racconta, chiedendo l’anonimato, la mamma di una sedicenne, che fino a pochi mesi fa abitava a Santissima Trinità ed ora si è trasferita dalla parte opposta della città, «per fuggire al degrado che rende l’Arcella un posto sempre meno vivibile».

«Per scoprire cosa stava accadendo a mia figlia, sono arrivata al punto di pedinarla di nascosto – prosegue la mamma – Ritengo che l’area della stazione, dove confluiscono moltissimi ragazzi per prendere gli autobus, sia uno dei luoghi più pericolosi per gli adolescenti, visto il gran numero di sbandati in circolazione».

 

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HA STUPRATO 2 DONNE IN 5 GIORNI: ERA STATO ESPULSO, PER FINTA, 2 VOLTE

E’ stato fermato per violenza sessuale aggravata un 27enne clandestino, Yassine Massri.

L’africano, sedicente libico, è invece risultato essere marocchino.

In entrambe le violenze ha minacciato di morte le vittime e le ha trascinate nel casolare. Il 27enne non è destinatario di alcun permesso di soggiorno, ha un alias libico e uno marocchino e ha a suo carico due decreti di espulsione.

Ci risiamo.

Ecco perché è urgente un piano di espulsione preventiva per i clandestini senza identità.

E’ chiaro che così i rimpatri non possono funzionare.

Dobbiamo affittare per 99 anni una base in Africa, magari in Angola, dove c’è una città cinese tutta vuota:

Dove potere trasferire migliaia e migliaia di questi soggetti in attesa di documento. Scommettiamo che i documenti spunterebbero fuori dopo pochi giorni?

 

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MIGRANTE INSODDISFATTO SFASCIA TUTTO, ITALIANI COSTRETTI RIPULIRE

C’era poca acqua calda in casa e allora il migrante ha deciso di lanciare la mobilia dalla finestra. Gli italiani hanno poi dovuto pulire tutto.

E’ accaduto, stamattina a Ventimiglia. Protagonista è un immigrato afgano con regolare permesso di soggiorno, che ha seminato il panico. Sarà il solito ‘profugo’.

Lo straniero ha detto di pagare 350 euro al mese di affitto, senza i servizi pattuiti. Particolare riferimento all’acqua calda, ma anche alla luce. Che pare, dice lui, manchino spesso.

L’afgano, che vive con altri due suoi connazionali, anche loro regolari, stamani ha cominciato a scaraventare di tutto dalla finestra: oggetti di arredo e suppellettili della cucina.

Per rimuovere tutto sono addirittura dovuti intervenite gli operai dell’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana. Al momento dell’accaduto non era, però, presente il proprietario e indagini sono in corso per verificare la regolarità del contratto di affitto. L’afgano è stato successivamente ricoverato e “rischia” una denuncia per danneggiamento.

Non fuggono dalla guerra, ce la portano. Del resto, l’Afghanistan è tale non per una particolare congiunzione astrale, ma perché ci sono gli afghani. Indovinate che succede se li trasferiamo qui?

MASSACRATO SUL TRENO DA UN NIGERIANO: “SEI RAZZISTA” – FOTO

Pestato da un giovane di colore. Pugni in faccia, improvvisi, a bordo di un treno tra Arezzo e Monte San Savino. E’ accaduto lunedì 6 maggio. La vittima è un 26enne residente ad Arenzzo, che ha presentato denuncia ai carabinieri.

L’africano, probabilmente nigeriano, si è allontanato dopo l’aggressione. Ha colpito al volto il 26enne che poi è stato medicato dai sanitari. La vittima racconta l’episodio al Corriere di Arezzo: una inspiegabile esplosione di violenza, dice, nata senza alcun motivo. “Mi ha dato del razzista, ma senza alcun motivo”.

Il 26enne era a bordo del treno, sul quale viaggiava anche l’africano, e parlava con degli amici quando, improvvisamente, l’immigrato si è alterato. Poi, alla stazione di Monte San Savino, il pestaggio. E la fuga.

 

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L’HOTEL DELLE SUORE RIFIUTA I NON VEDENTI: “NON PRENDIAMO CANI GUIDA”

“Avete cani-guida per disabili? Spiacenti non accettiamo la vostra prenotazione”.

Quindici persone non vedenti dell’associazione Disabilincorsa – di cui due con accompagno di cane-guida – sono stati costretti a rinunciare al pellegrinaggio perché impossibilitati a portare gli animali.
Così si è sentito rispondere un gruppo di pellegrini non vedenti che voleva percorrere la via Francigena partendo dall’istituto San Lazzaro ad Acquapendente.

Sul sito della onlus che gestisce la Casa di Lazzaro si legge: “L’associazione ha come obbiettivo principale quello di prestare attività di assistenza sociale e sanitaria nei confronti di tutti i soggetti svantaggiati in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, ovvero dei soggetti più deboli”.

“Tutti, tranne i non vedenti e le loro guide a quattro zampe. Eppure – sottolinea Enpa in una nota – alla responsabile della struttura, suor Amelia Cerchiari, è stato ricordato che per un preciso obbligo di legge i cani guida devono seguire il loro proprietario in tutti i luoghi aperti al pubblico. Enpa ha attivato il proprio ufficio legale con una diffida inviata alla struttura nella speranza che le religiose tornino sui loro passi e consentano ai pellegrini non vedenti con cani guida di compiere il loro cammino”.

Ma, al di là dell’osceno rifiuto, vi sembra normale che le suore gestiscano quello che è, di fatto, un hotel?

Ma cosa è diventata la Chiesa, una Spa? Date le vostre case ai poveri!

 

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Bollo auto: le Regioni possono scegliere di abolirlo

Attraverso la sentenza 122/2019depositata il 20 maggio, la Corte Costituzionale ha deciso che le Regioni sono libere di introdurre o meno l’esenzione fiscale relativa al bollo auto. L’unico vincolo è quello di non far aumentare la pressione fiscale oltre i limiti dello Stato. Vedremo più avanti di cosa si tratta.

Tale questione è stata sollevata in seguito a un contenzioso nato fra la Commessione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia-Romagna circa il pagamento del bollo per auto e moto che hanno tra i 20 e i 30 anni e quindi classificati come veicoli d’epoca e di collezionismo.

Bollo auto

L’Emilia-Romagna, però, prevedeva l’esenzione del bollo anche prima ma solo se era iscritta a uno dei registri storici come l’ASI. Nella stessa sentenza 122/2019, il giudice della Consulta ha dichiarato incostituzionale l’obbligatorietà dell’iscrizione negli apposti registri e che le Regioni possono scegliere autonomamente cosa fare in merito alle esenzioni del bollo auto visto che ne hanno la competenza.

L’unico limite riguarda quello di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti dello Stato. Ciò significa che le Regioni potrebbero addirittura abolire il bollo auto se i bilanci risultassero equilibrati. Secondo quanto affermato dalla UeCoop (Unione Europea Delle Cooperative), il bollo auto incide sulle famiglie e sulle imprese per 6,7 miliardi di euro.

 

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VENDUTA PER LA DROGA: STUPRATA PER 2 GIORNI DA 2 MAROCCHINI – FOTO

Abbiamo due immigrati integrati, che lavorano. E una ragazza locale che li frequenta. Loro, come sempre in questi casi, sono anche i suoi spacciatori.

E poi c’è una povera ragazzina di 15 anni, che viene venduta dall’integrazionista locale ai suoi amici marocchini. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, ma è bene parlarne ancora.

I due immigrati hanno portato la droga e l’hanno consumata insieme. Hanno costretto anche la minorenne ad assumerla, spingendole la testa sulla sostanza. “Strumentalizzata, ingannata, mercificata”, queste le parole del gip per descrivere l’accaduto. Come da lui dichiarato, infatti, “ci fu una trattativa sulla sua pelle”. Per poi ripagare i marocchini, infatti, la 31enne gli ha venduto la giovane. I due, poi, l’hanno stuprata brutalmente a turno, per due sere di fila.

La sua “amica” l’ha accompagnata in camera, lasciandola con il marocchino. Ha chiuso la porta a chiave e ha assistito al primo stupro con l’altro complice. L’hanno sentita urlare, piangere, soffrire. E hanno lasciato fare. Stessa scena si sarebbe ripetuta la sera dopo.

È questo quanto accaduto a una 15enne di Trissino, in provincia di Vicenza. La sua amica, quella che riteneva essere per lei come una sorella maggiore, l’ha venduta.

Lei è Elisa Faggion, 31enne. Gli stupratori, invece, sono due marocchini: Zahir Es Sadouki, marocchino 28enne di San Bonifacio, Verona e Nadir El Fettach, fisioterapista 27enne di Arzignano. Tutti e tre sono finiti ora agli arresti domiciliari.

Ai domiciliari. Con poca pubblicità. Che differenza con il caso dei presunti violentatori di CasaPound.

Uno dei due marocchini, non a caso lettore del giornale di Mentana, lo stesso che ha passato giorni a parlare con dovizia di particolari degli stupratori, al momento presunti, di Viterbo.

Le coincidenze.

Inutile dire che i media stanno trattando la vicenda con poca attenzione. Come nel caso del 90 per cento degli stupri. Perché li commettono ‘loro’.

 

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PD CHIUDE LA PIAZZA PER IL RAMADAN: DIVENTA MOSCHEA – VIDEO CHOC

Come ogni anno, a Faenza, il sindaco Giovanni Malpezzi, del Partito Democratico, chiude la piazza principale della città per la preghiera di fine Ramadan. Gli islamici la useranno come moschea all’aperto. Non si sa se praticheranno lì anche il rito dello sgozzamento, probabilmente no.

I musulmani hanno già fatto richiesta: