Mafia nigeriana, centomila affiliati in Italia: ora è allarme serio. Di buonismo si può morire

Si chiama “Black Axe” : è un clan nato in Nigeria ed esportato om Italia.“Black Axe” è il cuore della mafia nigeriana nel nostro Paese. E il primo fatto preoccupante è che conta centomila affiliati. Praticamente si tratta della comunità di nigeriani più consistente in Italia. Quindi parliamo di un gruppo ramificato e potente, che rappresenta una seria minaxccia all’ordine pubblico  e al vivere civile.  Normale che ora scatti l’allarme. Ma doveva scattare da molto prima.

Attività criminali in espansione

La mafia nigeriana ha cominciato a espandersi sotto l’ala di Cosa Nostra, per poi acquisire una sua  autonoma potenza, Il clan nigeriano addirittura  produce  direttamente  la droga sintetica, ancorché la venda comunque   con il consenso delle mafie italiane. L’omertà assoluta è un’altra caratteristica dominante in questa organizzazione criminale. Tra i membri del clan vige la legge del silenzio quando sono arrestati. Fino a poco tempo fa la prostituzione era la principale attività illegale dei nigeriani. Le ragazze erano acquistate da famiglie povere e una volta sul suolo italiano, erano rapite e brutalizzate ricorrendo anche a riti tribali tra cui il cannibalismo.

Armi di ultima generazione

Oggi il mercato della droga e del traffico di esseri umani rappresenta il nuovo orizzonte su cui affacciarsi per diventare più potenti e non essere più soggiogate dalle mafie italiane. «Ormai i clan – si legge su Affaritaliani.it – non usano più machete e asce come avrebbero voluto le mafie italiane, ma possiedono armi di ultima generazione. Mentre prima erano assoggettati oggi, i nigeriani sono tollerati, poiché sono utili agli scopi della Camorra e di Cosa Nostra. Questo rapporto, tuttavia, può cambiare da un momento all’altro poiché ormai da qualche tempo la mafia nigeriana chiede di essere alla pari con le mafie italiane forte del fatto che cresce sia come forza militare sia economica. Questa nuova mafia sta diventando sempre più pericolosa ma giacché è quasi invisibile agli occhi dei più ed è poco conosciuta dall’opinione pubblica e dall’associazionismo antimafia, se ne parla poco.

Tra criminalità e integralismo islamico

Un aspetto da non sottovalutare è il forte integralismo islamico che si sta diffondendo in Nigeria e che potrebbe aumentare la minaccia terroristica sul nostro Paese. Viene a questo punto da chiedersi come sia possibile che in Italia sia cresciuta una minaccia del genere in pochi anni. La risposta è semplice:  apertura all’immigrazione e mancanza di controlli hanno reso il nostro Paese territorio di conquista per i criminali di mezzo mondo.  Di buonismo si può morire.

 

secoloditalia.it

Nigeriano arrostisce un cane: banchetto choc al centro migranti

La macabra storia arriva dal Centro di accoglienza per migranti di Briatico, a Vibo Valentia, in Calabria. Qui i Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti dopo la segnalazione di una volontaria di un’associazione animalista che ha assistito alla scena di un giovane nigeriano 29enne intento ad arrostire un cane.

E.M., classe ’88, secondo il Quotidiano del Sud sarebbe dedito a queste pratiche. Il giovane, di fronte alle domande dei militari dell’Arma arrivati al centro migranti, ha negato di aver ucciso volontariamente l’animale. Lo avrebbe trovato morto ai bordi della strada e così avrebbe deciso di scottarlo alla brace, visto che si tratta di un piatto molto apprezzato in Nigeria.

La giovane attivista animalista, invece, sarebbe una dipendente del centro di accoglienza di Briatico. Sul posto si sono fiondati i carabinieri e un veterinario dell’Asp, sconcertato di fronte a quanto visto. L’uomo ha affermato di non essere a conoscenza del fatto che in Italia è reato cibarsi con cani e gatti dopo averli uccisi, cosa strana nel suo Paese dove è normale abitudine banchettare con Fuffi o Micio Micio.

Secondo quanto scrive il Quotidiano del Sud, dopo i fatti il nigeriano sarebbe stato trasferito nel Cas per migranti di Nicotera, “allocato nel centralissimo Hotel Miragolfo”. Dove si spera non ripeta di nuovo il barbecue coi cani.

fonte

 

Cuore e fegato di Pamela mangiati in un rituale della mafia nigeriana

“L’ipotesi choc del professor Alessandro Meluzzi, leader del Pai, sul corpo straziato della povera Pamela Mastropietro: il suo cuore e il suo fegato mangiati dagli spacciatori in un rituale della mafia nigeriana. Bella gente abbiamo fatto entrare in Italia.

L’intervista al professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, ex parlamentare del centrodestra, opinionista tv, è di Guido Crosetto, esponente di Fratelli d’Italia e capolista in Piemonte. In questa intervista Meluzzi ipotizza che Pamela, la ragazza uccisa e squartata a Macerata, forse da tre nigeriani, sia stata prima uccisa e poi sezionata con perizia tecnica da esperto: “Questo ci porta a pensare che la devastazione del suo corpo possa essere parte di un rito tipico della mafia nigeriana, come il cannnibalismo rituale, il fatto che nel cadavere di Pamela non ci sia il cuore e il fegato ha come ipotesi più probabile che quegli organi siano stati mangiati, rituale della mafia nigeriana per acquisire forza e potere…”.