Caso Diciotti, indagato il ministro Matteo Salvini

Caso Diciotti, indagato il ministro Matteo Salvini

Secondo quanto si apprende, il ministro indagato dai pm di Agrigento per la vicenda della nave Diciotti è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Risponde di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

“Io lo aspetto, pacificamente e col sorriso, questo procuratore di Agrigento – ha detto Matteo Salvini – lo aspetto qui a Pinzolo perché voglio spiegargli le mie ragioni. Invece di indagare un ministro, il procuratore indaghi i trafficanti di essere umani e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli scafisti, voglio ricordare al procuratore, con i soldi comprano armi e droga che poi viene spacciata fuori dalle scuole dei nostri figli. Ed io sono stufo di finanziare gli spacciatori di morte”.

“Essere indagato per difendere gli Italiani è una vergogna – ha detto in conclusione – la riforma della giustizia è una prerogativa”. “I magistrati onesti devono buttare fuori la politica dalla magistratura, chi si vuole candidare si candidi e non faccia il procuratore”.

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Diciotti, il pm: «Sulla nave quasi tutti malati di scabbia»

A bordo della nave Diciotti «ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante». Ma sulla vicenda non c’è nessuno scontro tra la magistratura e la politica. «Assolutamente no. Per fare un’ispezione era tecnicamente necessaria l’ apertura del fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale.

Ma la valutazione tecnico giuridica e l’individuazione degli eventuali responsabili è complessa e mi riservo ogni ulteriore decisione da adottare dopo le indagini che ho delegato alla Guardia costiera». Lo dice, intervistato dal ‘Corriere della Serà. il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio.

«La politica e l’alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi – spiega – Ovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa».

«Io non posso interferire nelle scelte operative dei ministri anche perché eventuali valutazioni penali sarebbero di competenza del Tribunale dai ministri – chiarisce ancora Patronaggio – Quindi, nessuna interferenza nei confronti della pmpolitica».

 

Il Messaggero